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Fascismo

Differenza fra fascismo e nazzismo

Individuare l'elemento comune dei due movimenti,fascismo e nazismo, nell'opera di Nietzsche e di conseguenza nel culto della violenza,nell'adorazione del potere fine a se stesso,nell'idea dell'élite come elemento guida di ogni ordinamento statuale, come fanno alcuni scrittori storici,non riesce di facile comprensione.
Perché,per ognuno di questi concetti,si potrebbero fare sostanziosi distinguo:
Per Mussolini,la violenza doveva essere usata,senza timore,quando necessaria,ma mai e poi mai abusarne.
Predicata piu' che praticata,la violenza di Mussolini non ha nulla a che vedere con l'ispirata metodicità di Hittler che la praticò a livelli staliniani,suscitando spesso lo stupore,la rabbia del Duce.
Per quanto riguarda poi l'adorazione del potere fine a se stesso,probabilmente non è mai stato immune nessun politico in tremila e passa anni di storia e farne un esclusiva di Mussolini e Hittler è decisamente una forzatura.
Anche l'idea dell'élite che devono guidare lo Stato non basta a dimostrare una profonda similitudine,di origine niciana,tra Mussolini e Hittler: non foss'altro che per il primo il fine ultimo era lo Stato guidato da un aristocrazia formata e prodotta dal lavoro mentre per il secondo lo scopo finale era quello della purezza della razza e lo Stato null'altro che uno strumento per raggiungerla prima.
Mussolini nacque alla politica in virtù di motivazioni sociali,il secondo sulla spinta di rivendicazioni di politica estera.
Inoltre,se è vero che entrambi si nutrirono  di Nietzsche,è anche vero che Mussolini fece una scorpacciata di Marx mentre Hittler unì Wagner e tutto quello che poteva dar sostanza  ai suoi incubi antisemiti.
Il Fascismo di Mussolini è stata una sintesi riuscita di sinistra e destra ha detto lo storico tedesco Ernst Nolte,mentre l'ideologia di Hittler fu al contrario quella tipica di un movimento di destra.

Il discorso fatto da Mussolini a P.zza Venezia il 23 Ottobre 1933 aiuta a capire a che livello sono le differenze tra fascismo e nazismo:
<<La dottrina:se quella nazista faceva discendere ogni cosa dal concetto di razza,identificando la nazione come un unicum geneticamente puro ed lo Stato poco piu' del mezzo per raggiungere questa sospirata  purezza,per i fascisti le cose non stavano certo così.
Non era la razza il concetto dominante ma quello di Stato e la Nazione,per i fascisti,aveva ben poco a che fare con le presunte qualità biologiche di un popolo ma piuttosto col suo "genio",la sua indole,la sua vocazione spirituale e storica.>>

Dopo la liberazione di Mussolini a Campo Imperatore……….Mussolini era abbastanza scaltro politicamente per capire che i tedeschi non lo avevano liberato per semplice simpatia umana.
Mussolini fu riluttante ad accettare come lo "invita" a fare Hittler fin dal primo colloquio,nuove responsabilità politiche.
Cede al secondo colloquio,dopo che Hittler lo minaccia senza tanti complimenti di mettere a ferro e fuoco tutta l'Italia:<<L'Italia settentrionale dovrà invidiare la sorte della  Polonia,se voi non accettate di ridare valore all'alleanza fra Germania e Italia…..>>.
Quindi,liberato contro voglia,portato in Germania e costretto a riprendere la vita politica per giunta con le spalle al muro anche in famiglia:Infatti Hittler gli dice subito chiaro e tondo che vuole la testa dei traditori del 25 Luglio,che quelle teste le deve far cadere il Duce stesso e che tra quelle teste ci deve essere quella di Ciano << Si tratta del marito di mia figlia,che adoro,si tratta del padre dei miei nipotini!>>.<<Duce…siete troppo buono,voi non potrete essere mai un dittatore>>.

Il punto 12 della carta di Verona (cui non a caso Mussolini aveva chiamato a collaborare anche sindacalisti e Nicola Bombacci) annunciava la socializzazione,cioè la compartecipazione dei lavoratori alla gestione e alla divisione degli utili delle imprese:<<La socializzazione altro non è-dirà Mussolini il 14 Ottobre 1944-se non la realizzazione italiana,umana,nostra,effettuabile del socialismo;e dico nostra in quanto fa del lavoro il soggetto unico dell'economia ma respinge le meccaniche livellazioni inesistenti in natura e impossibili nella storia>>
Non è difficile immaginare quanto tutto questo fosse lontano non solo dalla mentalità tedesca e dalla ideologia nazista ,ma anche dalle contingenti necessità che il "sistema nazista"credeva di avere in tutti gli Stati diversi dalla Germania:massima tranquillità interna e massimo sforzo produttivo per sostenere le armate al fronte.Tutto il resto non doveva avere spazio,compresi gli esperimenti socialisteggianti di Mussolini e quindi in queste condizioni tutto cio' che in Italia dal settembre 1943 fu riuscito a fare in materia sociale fu un grande successo per il fascismo.

Una conferma dei diversi approcci di fondo alla realtà e alla politica dei due regimi è fornita dai loro stessi simboli:se il fascio littorio fin dall'antica Roma rappresentava l'autorità dello Stato,raffigurato da un insieme di fascine(le varie componenti della società)tenute insieme da un'unica corda(lo Stato),la simbologia nazista a iniziare dalla svastica,rimandava automaticamente alla notte dei tempi,a tradizioni e culti mitologici indoeuropei,la cui origine si perde nei secoli.
L'attenzione per l'esoterismo dimostra la radice "di destra"del nazismo che De felice ha qualificato come un "radicalismo di destra" mentre il fascismo sarebbe l'eresia di un "radicalismo di sinistra"che pure aveva  fatto suo un altro elemento sconosciuto al nazismo:Quello del pensiero spiritualista della nazione.Invano si cercherebbero nella cultura tedesca il senso di appartenenza e di missione spirituale che nazionalismo e fascismo ebbero in se dove in Germania veniva sostituito con la correlazione, mitologica più che storico-politica, tra spirito e sangue.

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